
“Amoreeeee, hai innaffiato i Caparezza?”
Giù il cappello e sotto con la vanga. Era tempo che cercavamo l’ispirazione per parlare di colui che tutto permea e su tutto influisce. E grazie all’orto – pratica che nobilita l’uomo – l’abbiamo trovata. Michele Salvemini è la risposta giusta a qualsivoglia domanda. Ve lo dimostriamo.
Michele, c’è vita nell’universo? Io vengo dalla luna/che il cielo vi attraversa. Dunque è un si.
Michele, che ne pensi dell’attuale governo italiano? Assomiglia con precisione/alla poltiglia marrone/delle mie chiappone/dopo colazione. Sfondi una porta aperta.
Michele, sai che trovo molto interessante la tua parte intollerante? (Arrossisce).
E infine, Michele, cosa mi dici di Jovanotti? In confronto MikiMix è Bob Dylan. Sincero e disarmante, l’avevamo detto che non ne sbaglia una.
Cosa voleva comunicare qui l’artista: non c’è nulla da comunicare, questa manomissione è un abbraccio, stretto, affettuoso, caldo, di gratitudine. Uno così andrebbe insegnato e studiato nelle scuole, anche perchè spesso i suoi testi sono pura divulgazione. Pensate ad Argenti Vive, che è poi un calembour con argento vivo, in cui dà voce ad un nemico (in vita e in morte) di Dante Alighieri; Mica Van Gogh, sull’imbruttimento dello stile di vita e su quanto siano relativi e opinabili i concetti di follia/normalità; Il mondo dopo Lewis Carroll, in cui Alice invecchiata,
depressa e impasticcata rimpiange i tempi del paese della meraviglie; China Town, che è semplicemente un cazzo di capolavoro. E sono solo alcuni esempi, la letteratura è vastissima. Grazie Michele perchè con la cultura forse non si mangia (come si riesce invece a fare con la coltura) ma si sopravvive e tutto, tutto questo, è un po’ più sopportabile. Larga la foglia, stretta la via, probabilmente ci stiamo sbagliando alla grande e si sono tutti problemi nostri, ma tu, per noi, sei il messia.