Pancia. Lega. Anas

Copertina rigida disponibile per i soli iscritti al partito. Questo è il classico libro che non ha bisogno di blurp. Che non è – come ha suggerito un amico – il subbuglio intestinale generato dall’opera in questione, ma quella fascetta che le case editrici mettono intorno ai libri per acchiappare pubblico, con su scritto frasi accattivanti di autori acclamati. Se proprio fosse necessario – ma ripetiamo, nel caso specifico basta la parola -, potrebbe essere una cosa del tipo

“Ma vattene a fanculo”
SergioVannucci

Stiamo parlando di un visionario (Salvini, non Vannucci), uno che dal nulla o quasi è diventato segretario di un partito che negli anni ’90 si è radicato tipo tumore, con tutto il rispetto per il tumore, nei latifondi del nord Italia. Ma se Bossi era secessionista, rompipalle, celodurista, scomodo, ecc., Salvini è riuscito a rendere tutto più trasversale, smussando gli spigoli qua e là, suonando letteralmente ai citofoni per conquistare consenso e chiedere se in casa ci fossero degli spacciatori e marciando trionfalmente anche nel mezzogiorno. Tra i numerosi successi e primati, menzione d’onore per aver patrocinato l’ascesa dell’ex generale Vannacci (attenzione a non confondere con Vannucci poco sopra), diventato europarlamentare il quale recentemente ospite al festival di Sanremo ha commentato

Meno male che non c’erano uomini con la gonna

Per la cronaca, William Wallace ha sporto querela.

Cosa voleva comunicare qui l’artista: va stabilito chi è l’artista in questo caso. Noi non siamo arbitri o giudici quindi lo lasciamo fare a voi che si sta bene qui seduti in riva al fosso maleodorante in cui siamo precipitati. I patrioti, Santo Cielo! direbbe Charlie Brown. Il ponte sullo stretto, porco demonio! direbbe René Ferretti. Il chiodo piantato su un cavo per giustificare la sistematica e totale inadeguatezza del servizio ferroviario racchiude efficacemente la poetica di questo salumiere mancato (grazie Oliviero Toscani), è quasi sineddoche (per chi ha votato Vannacci e vota Lega: si tratta di una figura retorica in cui si sostituisce una parte per il tutto o viceversa. Chiaro? Anzi, lasciate perdere, fermatevi a “Toscani”, l’ultima parte è superflua. Pardon, di troppo, non necessaria, ecco. Padania Libera!) del suo cursus honorum.